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Minacce al sindaco Lopatriello

«Non credo sia attendibile, probabilmente è la bravata di un imbecille» - Telefonata intimidatoria giunta a una emittente radiofonica locale
POLICORO - «Non credo sia attendibile, credo invece che si sia trattato della bravata di un imbecille. Quando ci si incontra a livello politico le cose ce le diciamo in faccia. E' ovvio che un pizzico di attenzione in più, però, con i tempi che corrono bisogna averla». Commenta così il sindaco Nicola Lopatriello la telefonata anonima di minacce e intimidazioni nei suoi confronti giunta ad una nota emittente radiofonica locale martedì scorso intorno alle 21,30. «Diciamo che qualcuno si è dilettato. - ha aggiunto il primo cittadino - Il direttore dell'emittente, su mio invito, ha sporto denuncia. Il clima imbarbarito, la spirale di odio e violenza politica può anche far ammattire qualcuno. In ogni caso è da vigliacchi attaccare una persona senza firmarsi. Se c'è qualcuno che ha dire qualcosa uscisse allo scoperto apertamente in un confronto civile e democratico e senza paura. Chi continua ad alimentare la spirale di odio e violenza politica a livello nazionale trova emulatori a livello locale, nel tentativo di condizionarmi, intimidirmi e limitarmi nella costante e continua azione a favore della comunità che mi onoro di amministrare. Le ultime vicende che riguardano il dissequestro di Marinagri, le azioni amministrative avviate e da avviare danno sicuramente molto fastidio a chi non ha a cuore le sorti della città. Già nel 2006 è successo qualcosa di simile durante la campagna elettorale, ma alla fine ha vinto la pulizia e la trasparenza che contraddistinguono la mia azione politico-amministrativa e della mia Amministrazione dettata solo da amore e passione per la comunità, ora come allora non ho niente da temere. A questo punto devo pensare ad azioni violente e pericolose tanto su di me che sulla mia famiglia, dato che il livore sociale e l'odio personale, di chi sa di essere perdente e scaduto o di soggetti in altre funzioni pubbliche sul territorio nazionale, non ha limiti e questo si dimostra con l'accanimento persecutorio, nel tentativo di danneggiare non l'avversario ma il 'nemico', e di una strana regia che ogni tanto come una piovra riappare. Ma forte del consenso popolare e dell'appoggio di chi con me è stato democraticamente eletto, della compattezza dei partiti della mia coalizione, della serenità famigliare e dai tanti amici, non sono soggetto condizionabile o intimidibile. Spero che si faccia presto luce sulla vicenda. Nel frattempo vado avanti per la mia strada consapevole che azioni e comportamenti di questo tipo non fanno altro che irrobustirmi moralmente e politicamente. L'amore vince sempre sull'odio ed i criminali di ogni specie ed in ogni ruolo perdono sempre. Mi auguro che si abbassino i toni dello scontro e si torni al sereno confronto nelle sedi opportune e che ognuno faccia per bene il proprio dovere».
FONTE: Il Quotidiano della Basilicata

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