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Idrocarburi, le trivelle di Gas Plus ora a due passi dalle case coloniche

POLICORO IL POZZO MORANO IN CONCESSIONE MINERARIA SCENDERÀ FINO A MILLE METRI DI PROFONDITÀ - Domani mattina dalle 10 sit-in del comitato di protesta «Bosco Soprano»
Scenderà fino a mille metri di profondità il pozzo Morano dato in concessione mineraria, in via Adua, in agro di Policoro, alla società Gas Plus Italia. Cercherà gas a due passi da diverse case coloniche di un’area ad alta attività agricola, quasi nell’alveo del fiume Sinni, dunque in piena area di falde freatiche, le stesse acque che beviamo o che utilizziamo per irrigare ciò che mangiamo e a dieci metri dalla condotta interrata di metano, quella che porta il gas alla stessa città di Policoro.
È la più recente delle concessioni e sta già per ricevere un sit-in di protesta dal neonato comitato “Bosco Soprano - No alle trivelle nelle case coloniche" per domani, dalle 10 alle 12, nell’immediata adiacenza dell’area recintata per la trivellazione (sarà presente il sindaco Nicola Lopatriello).
Il comitato di protesta si “armerà” di materiale informativo al fine di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni contro i pericoli legati all’estrazione mineraria vicino a case coloniche, abitazioni e campi di agricoltura biologica e contro l’esproprio del territorio esercitato dalle stesse società minerarie, favorite da una normativa nazionale alquanto permissiva.
Società minerarie a responsabilità limitata, nonostante sia nota la gravità dei rischi di deva stazione ambientale e sanitaria legati all’estrazione petrolifera.
Coincidenza vorrà che proprio il giorno della protesta pacifica, i cittadini troveranno in bella vista 36 fusti con tanto di croce di Sant’Andrea (il simbolo che contraddistingue le sostanze nocive) e la scritta “avapoly”.
Un probabile polimero artificiale, utilizzato per pulire i fluidi perforanti, che – per ulteriore coincidenza – sono stati proprio l’altro giorno condannati dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, sul Daily News, perché se «usati a lungo, penetrano le falde acquifere».
Già nei mesi scorsi sono state reiterate le proteste di associazioni ambientaliste e di cittadini nei confronti di numerosi progetti di attività estrattiva di idrocarburi proposti in un’area a forte vocazione turistica ed agricola.
FONTE: Enzo Palazzo dalla Gazzetta del Mezzogiorno

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