Il ritorno di Luigi De Magistris e la carica dei «baschi verdi». La società: «Ricorreremo»
POLICORO . Il ritorno Luigi De Magistris e il ri-sequestro di Marinagri: una delle giornate più lunghe del comune jonico. Perquisizioni e notifiche di avvisi di garanzia, nell’ambito di uno dei tronconi di «Toghe lucane», sono state effettuate presso l’abitazione e l’ufficio di commercialista del sindaco Nicola Lopatriello (Pdl), rieletto lunedì scorso dopo due anni di centrosinistra e gestione commissariale, e presso il complesso turistico in costruzione a Torre Mozza. Avviso di garanzia anche all’ex presidente del Consiglio comunale ed ora consigliere provinciale, Nicola Montesano (Pd). Il tam tam sul nuovo sequestro della città portuale - iniziato attorno alle 8.30. Si sono diffuse notizie su una «invasione» di uomini e mezzi della Guardia di Finanza in città. Tanti i «set» del «film». Il principale, proprio il centro turistico alla foce dell’Agri. Attorno alle 10, però, tutto appariva «normale»: lavoratori impegnati in opere di rifinitura, altri in operazioni di movimento terra. Tantissimi i mezzi in azione. Nessuna ombra di «baschi verdi». Altro «set», il municipio. Davanti all’ingresso alcuni neo amministratori del Pdl. Tra loro, Otello Marsano, già sindaco Dc ed oggetto di molte «attenzioni» della magistratura, ai tempi di «Mani pulite», da cui - stato assolto: «No, non posso parlare. Non ho elementi di valutazione. Pare che la Guardia di finanza abbia perquisito anche alcuni uffici comunali. Mi sembra che si sia un eccessivo giustizialismo». Attorno alle 11, però, ecco i finanzieri ai cancelli del cantiere. Due «alfette» stazionano dopo l’ingresso. Altri si sono recati negli uffici a colloquio con il presidente della società realizzatrice, Enzo Vitale, indagato. La Guardia di finanza gli notifica un decreto di sequestro d’urgenza della struttura. A poco a poco gli addetti cominciano a smettere di lavorare. Alla spicciolata, raccolgono arnesi ed attrezzi e vanno via. Il silenzio invade il megacantiere. Davanti al Comune, intanto, una piccola folla di consiglieri. Il più suffragato, Rocco Leone: «Nessuno si è messo danari in tasca. Non abbiamo paura. Siamo preoccupati per centinaia di persone che rimarranno senza lavoro. Fiducia nella magistratura ma l’investimento - pronto. Sarebbe una offesa lasciare una cattedrale nel deserto». Da Vitale, infine, nel pomeriggio uno scarno comunicato stampa: «La città Marinagri è stata nuovamente ed inaspettatamente colpita da un provvedimento cautelare di sequestro preventivo. Trattasi di reiterazione del precedente, emesso dal medesimo magistrato di Catanzaro nel febbraio 2007, annullato nelle competenti sedi giurisdizionali (Tribunale del riesame e Cassazione). La direzione della società, assistita dai consulenti legali, è già al lavoro per predisporre ogni necessaria azione di tutela».
FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno
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